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giovedì, gennaio 25, 2007

Moby Dick - The Stincu Adventures ( #2 ) Glielo Metto Dentro

Episodio II : "Glielo Metto Dentro..."
L'anno si stava concludendo e tutti erano in trepidante attesa per la notte di San Silvestro. Anche il Davidone era ansioso, perchè lui e altri suoi quattro amici erano stati invitati dal Silvano e dalla sua ragazza in una casa sul lago D'Iseo. Oltre a loro c'erano anche delle altre persone tra cui delle ragazze che si diceva fossero carine.Tutti nutrivano delle speranze su ciò che sarebbe successo dopo i festeggiamenti e per questo si erano tirati a lucido per l'occasione.Così i cinque ragazzi partirono alla volta della loro meta e dopo mille peripezie riuscirono ad arrivare a questa famigerata casa.Più che una casa era una villa, visto che aveva un giardino molto grande diviso su tre terrazze, una piscina, il camino, e svariate camere distribuite sui due piani dell' edificio.Erano ciraca le cinque e mezza e i nostri fecero il loro ingresso, presentandosi a quelli che li stavano aspettando.Le sorprese non furono poche: quelle positive erano che le ragazze erano più dei ragazzi e che alcune erano belle.Quelle negative erano che il vecchio lupo Barzon non sarebbe venuto e che tra i ragazzi c'erano due culi(da una parte però era un vantaggio).Così, appena entrati, i nuovi ospiti cercarono di fare una buona impressione, evitando figuracce e commenti inappropriati.
Nonostante questo però tutti coloro che erano in salotto salirono inspiegabilmente al piano superiore e in compagnia Davidone e i suoi amici rimase solo il povero Silvano, abbastanza imbarazzato della situazione e anche lui all' oscuro del motivo della fuga.Dopo qualche minuto però scese una delle ragazze che sembrava voler fare amicizia coi cinque e infatti non tardò ad invitarli a ballare nel salotto della casa.I ragazzi però non apparivano certo entusiasti dell'idea anche perchè molti di loro erano interessati non a quella ma ad altre fanciulle.L'unico che si butto nella danza con la gentile signorina fu l' impavido Davidone, che sebbene un po' impacciato nei primi movimenti, poi si lasciò andare e con l'aiuto di qualche litro di spumante e vodka alla fragola si scatenò, esibendosi in movimenti infuocati e avvinghiandosi sempre più alla sua preda, che rispondeva al nome di Diana.Da quanto si poteva vedere anche a lei non dispiaceva l'attenzione del corpulento playboy e pareva che i presupposti per la notte fossero più che buoni per la neonata coppia.Dopo quasi un' ora, scesero per qualche minuto anche due delle altre ragazze per prendere le sigarette, e con una scusa richiamarono nella propria stanza la loro amica.I soci del Davidone non esitarono un'attimo a chidere all' amico cosa le avesse detto e se lei avesse fatto intendere qualcosa.Egli rispose che sembrava che "ci stesse" e quindi tutto volgeva per il meglio.Il Davidone però sembrava essere sempre più ubriaco e infatti diceva cose senza senso(e fino a qui niente di strano) ma di una volgarità e maleducazione veramente sfacciati, assolutamente non nel suo stile.Dopo una ventina di minuti Diana scese ancora in salotto e ando a conversare con gli amici del Davidone, che però non ricambiavano l'interesse, anche per cercare di non mettere i bastoni fra le ruote all' amico.Lei intuì e non insistette eccessivamente.Nel frattempo il Davidone aveva chiesto dei consigli su come conquistare Diana alla ragazza del Silvano, Chiara, che gli aveva suggerito di essere se stesso e di comportarsi gentilmente.Egli allora non appena si presentò l'occasione cercò di andare a parlarle. I due si dissero molte cose e poi tornarono a ballare strusciandosi come e più di prima.A quel punto il sempre più ubriaco stallone iniziò ad allungfare le mani e ciò non fece piacere alla sua compagna di ballo che cercava di divincolarsi elargendo sorrisi finti. Egli però era troppo carico e pareeva non voler mollare l' occasione.A un certo punto Diana salì di corsa al piano superiore lasciando tutti sorpresi e incuriositì, infatti non trascorse un attimo che venne chiesto al Davidone che cosa avesse combinato.Lui rispose che non aveva fatto niente e proprio per questo era il più sorpreso di tutti dall' accaduto. Dopo qualche minuto scese uno dei due amichetti che informò gli altri che Diana non stava bene, forse perchè aveva bevuto troppo. Allora il Davidone andò dai suoi amici a parlare e durante la discussione egli disse che Diana " aveva il tipo " e quindi non era disponibile. Subito dopo però aggiunse " Non me ne frega un cazzo se ha il tipo, te sono troppo in canna, dopo vado lì e GLIELO METTO DENTRO ". Tutti i presenti rimasero basiti dall'affermazione dell' alticcio seduttore e per cercare di aizzare ancora di più l' amico, buttando benzina sul fuoco, lo incoraggiarono al corteggiamento selvaggio ad oltranza. Egli mise in pratica l' invito degli amici non appena Diana tornò di sotto a ballare, dopo essersi ripresa. Il Davidone non la mollava un attimo ma lei non cedeva. Questo tira e molla ando avanti tutta la sera e addirittura la notte, fino alle prime ore del mattino. La ( non tanto allegra ) combriccola a quel punto doveva tornare a casa e il nostro amante mancato era assai deluso di come era andata.Per la settimana successiva egli fu con il morale a terra, negando di pensare alla ragazza che l'aveva respinto a dispetto della realtà. Da questa vicenda egli imparò che certe affermazioni è meglio evitarle se non si è sicuri di ciò che si dice perchè si rischia di autoconvincersi di cose che, se poi non avvengono, fanno ancora più male.

mercoledì, gennaio 17, 2007

GromelRocks : Prosegue la Valanga di Video

Ecco altri due video relativi a due assoluti protagonisti di questo blog : il Collo e il Davidone. Questi due video non sono come i precedenti ma sono due video storici perchè essi sono pietre miliari nella storia dei video sul telefonino a Grumello. Il primo è il video del Collo al Samuel che mima il testo della canzone di Edoardo Vianello " I Watussi ".

GromelRocks : Collo Watusso

Il secondo è probabilmente il video più famoso, discusso e citato che io conosca. Ladies and Gentlemen ecco a voi otto secondi di storia...

GromelRocks : Scintu Submit

venerdì, dicembre 15, 2006

Moby Dick - The Stincu Adventures ( #1 ) Ho Incontrato il Gianni

Una nuova rubrica si aggiunge a quelle già presenti su GromelRocks e si intitola:
MOBY DICK - THE STINCU ADVENTURES
Tale spazio avrà lo scopo di raccontare le fantastiche avventure del nostro amico Davidone ScinTAZZA, riportando la sua versione dei fatti di cui è protagonista e le sue dichiarazioni.

Episodio I : " Ho Incontrato il Gianni... "
Tanto tempo fa, in un quartiere chiamato Grumello del Piano, viveva un tranquillo ragazzo di nome Davidone ScinTAZZA.
Un bel giorno però il nostro Davidone, che si annoiava spesso e volentieri, decise di riprendere un'attività che aveva interrotto qualche anno prima, ma che a lui piaceva un sacco: voleva tornare a giocare a calcio.Così decise di ripartire a calcare il terreno di gioco proprio dove aveva iniziato, alla Polisportiva dell' oratorio di Grumello.Allora egli si iscrisse alla squadra dei cadetti CSI e riprese felicemente a praticare il suo sport prediletto divertendosi con gli amici di un tempo.I mesi trascorsero allegramente finchè un giorno arrivò una brutta notizia: il Davidone non poteva più giocare nei cadetti a causa dell'eta perchè era troppo vecchio anche per essere un fuoriquota.Fu un brutto colpo ma egli non si perse d'animo e chiese ai dirigenti della società che cosa poteva fare.Loro gli risposero " Non preoccuparti, adesso chiediamo noi al CSI se puoi giocare o meno, al massimo entrerai a far parte della squadra dilettanti ".Un briciolo di speranza si era acceso però c'era il rischio di dover finire nei dilettanti e il Davidone non voleva lasciare i suoi amici.I giorni trascorrevano inesorabili fino a che una sera il Davidone incontrò il Gianni, presidente della Polisportiva nonchè suo amico, che gli disse che c'erano delle novità ,dato che avevano chiesto ai responsabili del CSI informazioni, e gliele comunicò.Il giorno successivo Il Davidone incontrò dei suoi amici e compagni di squadra e disse loro " Ho Incontrato Il Gianni e mi ha detto che posso giocareeee!!!", in quanto egli rientrava nella fascia d'eta prevista per giocare in qualità di fuoriquota.
Il Davidone era entusiasta della buana notizia perchè ciò voleva dire poter continuare a giocare a calcio senza perdere i suoi amici.
Tutto sembrava essersi concluso nel migliore dei modi, ma qualche giorno dopo incontrò un'altro suo amico, Il Chiodo, che lo avverti del fatto che anche lui, che era nella stessa situazione avendo la stessa età, aveva telefonato al CSI per chiedere se poteva giocare ma che quelli gli avessero risposto negativamente.Allora il Davidone si preoccupò perchè non sapeva più a chi credere, ma volle dare retta al Gianni perchè del Chiodo non si fidava visto che lo aveva sempre preso in giro e rotto le scatole.L'estate trascorse e si arrivò a Settembre, periodo in cui le squadre si riuniscono per l'inizio dei campionati.
Il Davidone si presento tranquillo agli allenamenti ma al suo arrivo ricevette una triste notizia, egli non poteva giocare nei Cadetti.Egli si sentì tradito da chi gli aveva promesso false illusioni e quindi ci rimase molto male.Per ricucire lo strappo gli venne offerto dalla polisportiva la possibilità di entrare nella squadra dilettanti oppure quella di fare il vice allenatore dei cadetti.Inizialmente egli provò ad allenarsi coi Dilettanti ma si accorse che veniva emarginato, così si trasferì nei Cadetti.Dopo qualche mese i dirigenti gli chiesero se poteva andare a giocare coi dilettanti in una trasferta abbastanza lontana ed il Davidone accettò.
Egli era l'unico in panchina e durante la partita un giocatore della squadra Dilettanti si infortunò.Per lui poteva essere la grande possibilità di fare l'esord stagionale, era in trepidazione perchè era arrivato il suo momento.Ma l'allenatore, a cui era stato chiesto di sostituire l'infortunato, si voltò verso la panchina, guardò, poi si rigirò e rispose che non aveva lì nessuno con cui cambiarlo.
Preferirono giocare in dieci piuttosto che mettere in campo il Davidone.
Il Davidone si sentì sbeffeggiato a tal punto da non proferire una parola.
Da quell' esperienza capì che non avrebbe mai più dovuto fidarsi di chi gli diceva che andava tutto bene e gli mostrava sorrisi finti, ma che era meglio dar retta agli amici che a volte possono essere duri ma sono sinceri.