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venerdì, luglio 27, 2007

ExMare Libertas ( #9 )

Una buona lettura!

"La vecchia era uscita in cerca d'un buon posto in cui svuotarsi la vescica. La tenera, tiepida notte di Lelani pareva particolarmente all'altezza. Il Pioneer.Inn sfortunatamente, era stato collocato nel centro di Lahaina e non aveva giardino. Disponeva però di un cortile che alle 23 di quella domenica s'era presentato abbastanza deserto, cosicché Giulietta era sgattaiolata tra i banani che crescevano accanto a un muro e s'era calata il calabile. Prima ancora però che avesse potuto gestirsi un qualche schizzo, Bernard era scivolato tra la vegetazione a neanche sei metri da lei. Era un donnino tutto piccolino. Sapeva restare assolutamente immobile. Come un rospetto. Non vista, trattenendosi le acque, aveva dunque osservato tutta la faccenda. Dopo che la miccia era stata accesa il Picchio era volato via...".

È una specie di love story che si svolge dentro un pacchetto di Camel. Rivela il significato della luna, spiega la differenza tra criminali e fuorilegge, esamina il conflitto tra attivismo sociale e individualismo romantico, discute se l'amore possa perdurare e disegna un ritratto della società contemporanea comprendente potenti arabi, reali in esilio e ragazze pompon.

Rubrica a cura di : Alfio

domenica, maggio 20, 2007

Ex Mare Libertas ( #8 )

Crazy Diamond. Il viaggio psichedelico di Syd BarrettCrazy Diamond

Non è ancora passato un anno dalla sua scomparsa, e già il mito di
Syd Barrett diventa oggetto di studio in questo libro pubblicato da Arcana.
D'altronde, la figura dell'autore principale dello splendido esordio dei Pink Floyd - " The Piper at the gates of Dawn ", che usciva giusto quarant'anni fa - è sempre stata circondata da un'alone di mistero e di leggenda. Il ricorso alle droghe, una creatività folgorante bruciata in fretta (non solo negli eccessi, ma ritirandosi a vita privata), gli onori tributatigli dai suoi ex compagni (come la splendida " Shine on you crazy diamond ", ma anche la scena del film " The Wall " dove un Bob Geldof attore si rade completamente in un momento di follia): ecco gli ingredienti del pazzo diamante.

Mike Watkinson, Pete Anderson
" Crazy Diamond. Il viaggio psichedelico di Syd Barrett "
(Arcana, 246 pagine, 14 euro)

I libri e altro di EX MARE LIBERTAS sono su: www.fandango.it

venerdì, maggio 11, 2007

Ex Mare Libertas ( #7 )

Genova, G8 2001La prima sentenza per Genova

Lorenzo Guadagnucci

Marina Spaccini è una signora molto pacifica ma anche assai determinata. È una pediatra e a Trieste è piuttosto nota, sia per la professione, sia per l'impegno che l'ha spesso portata in Africa come medico cooperante, sia per essere figlia di un ex sindaco della città. Nel 2001 era a Genova al G8 con la Rete di Lilliput e si trovò fra i malcapitati finiti, il 20 luglio, sotto i colpi di agenti di polizia scatenati alla presunta caccia del Black bloc.

Marina fu aggredita e pestata a sangue. Tornata a casa, da brava nonviolenta, decise che occorreva battersi per ottenere giustizia. Sono passati quasi sei anni e ora possiamo dire che la sua tenacia, e quella degli avvocati Alessandra Ballerini e Marco Vano, non è stata inutile: nei giorni scorsi il tribunale di Genova ha condannato il Ministero dell'Interno a risarcirle i danni materiali e morali causati dal pestaggio. L'entità del risarcimento è in fondo poca cosa - circa 5000 euro - ma il giudice è stato molto duro. Ha scritto che "non si è trattato né di un´iniziativa isolata, di un qualche autonomo eccesso da parte di qualche agente, né di un fatale inconveniente durante una legittima operazione di polizia volta e riportare l´ordine pubblico gravemente messo in pericolo". E poi ancora, con riguardo alle immagini visionate in aula: "Si vedono ammanettare persone vestite normalmente; più poliziotti colpire con i manganelli una persona a terra, inerme. La stessa Spaccini è una persona di cinquant´anni, di cui giustamente si sottolinea l´aspetto mite".

Questa sentenza, se vogliamo, è la prima certificazione giudiziaria dei sistematici abusi compiuti dalle forze di polizia nelle strade di Genova, quando la garanzie costituzionali furono accantonate in favore di una visione "cilena" [nel senso di pinochettista] dei rapporti fra democrazia e forze dell'ordine. Chi ancora pensa che abusi e violenze furono tutti casi isolati, dovuti all'intemperanza di qualche agente, dopo questa sentenza è costretto a ricredersi. È quindi una notizia importante, anche alla luce degli altri processi in corso, riguardanti alti dirigenti della polizia di Stato. Eppure nessuno fra i maggiori media l'ha riportata: la Repubblica, che pure ha una redazione genovese, ha relegato l'ottimo resconto del suo giornalista Massimo Calandri nell'edizione ligure, negando dimensione nazionale alla sentenza.

Le no-news di EX MARE LIBERTAS sono su www.carta.org

Rubrica a cura di : Alfio

giovedì, aprile 26, 2007

Ex Mare Libertas ( #6 )

Lacrime da coccodrillo per Kurt Vonnegut

Ha avuto molti necrologi pubblici Kurt Vonnegut: e anche in Italia parecchi hanno pianto lacrime da coccodrillo. Ipocriti che ne hanno parlato male ogni volta che potevano e ora fingono di averne sempre apprezzato la grandezza e l'ironia, persino le doti umane. Quelli che lo hanno davvero sempre amato invece di piangerlo lo ringrazieranno facendogli il miglior dono per uno scrittore, vivo o morto che sia: regaleranno, presteranno o fotocopieranno [pirati? Sì, a lui piaceva la libera circolazione delle idee e delle storie ... che terrorizza gli editori-vampiri] i suoi libri, lo faranno conoscere il più possibile.
«L'umanità lanciava sempre verso l'esterno i suoi agenti incaricati dell'avanzata [...] I doni dello spazio erano tre: eroismi inutili, commedie di scarso valore e morte senza scopo. [...] Solo l'interiorità rimaneva da essere esplorata. Solo l'anima umana rimaneva terra incognita». Sin dalla prima pagina di «Le sirene di Titano» [del 1959] Kurt Vonnegut mette in chiaro che l'astronave più interessante è l'essere umano e che il viaggio più difficile, l'approdo più inquietante resta lei, l'umanità. «Le sirene di Titano» è fantascienza al 100 per cento, altri romanzi di Vonnegut lo sono meno o per nulla ma resta sempre la conquista dello spazio interno la più difficile delle imprese. Che la science fiction non fosse solo un'etichetta «orinatoio» comoda per i critici ma una grande possibilità è lui che lo scrive, proprio nel meno fantascientifico dei suoi libri, «Perle ai porci ovvero Dio la benedica, mr. Rosewater» quando il protagonista interrompe così una conversazione tra scrittori: «Vi amo, figli di puttana. Siete tutto quello che leggo ancora. Siete gli unici che parlano dei cambiamenti veramente terribili che stanno avvenendo, gli unici abbastanza folli da sapere che la vita è un viaggio spaziale [...] Gli unici con sufficiente coraggio per occuparsi del futuro, che si accorgono veramente di quello che le macchine ci stanno facendo, di quello che ci sta facendo la guerra».
Vonnegut verso la fine di «Mattatoio n. 5 o la crociata dei bambini» [ma il sottotitolo originale del libro è ben più lungo e ironico] scrive che «l'ecolalia è una malattia mentale che fa sì che uno ripeta immediatamente le cose che dicono attorno a lui le persone sane». Messo fra virgolette dubitative l'aggettivo «sane» appare certo che da allora l'ecolalia [qualcuno direbbe «il pensiero unico»] abbia contagiato una grandissima parte di giornalisti, intellettuali, educatori visto che «immediatamente» si adeguano alle cose che vengono dette senza verificare, dubitare, magari dissentire.

Kurt Vonnegut
Kurt Vonnegut di EX MARE LIBERTAS è «Mattatoio n. 5 o la crociata dei bambini» e http://it.wikipedia.org/wiki/Kurt_Vonnegut

Rubrica a cura di : Alfio

lunedì, aprile 16, 2007

Ex Mare Libertas ( #5 )

Il 2007 è un anno davvero ricco di appuntamenti per chi ama l'arte contemporanea: la Biennale di Venezia, lo Skulptur Projekte di Munster, ma soprattutto quello che è considerato il maggiore evento al mondo: Documenta.

Ogni cinque anni, dal 1955, l'appuntamento si rinnova a Kassel, città della Germania centro-occidentale che, per tre mesi, diventa davvero il centro del mondo artistico. L'evento venne creato dopo il crollo della dittatura nazista a sottolineare la volontà della Germania di riconciliarsi con il mondo moderno e confrontarsi col proprio fallimento culturale.

The Hundred Day Museum (all'incirca, il Museo dei Cento Giorni) è uno dei soprannomi di Documenta, ed è facile capire il perché: ogni edizione, che dura circa 100 giorni, ha un direttore diverso, il che significa un'esposizione reinventata ogni volta con un punto di vista differente. L'iniziativa ha un successo tale da attrarre ogni volta un sempre maggior numero di visitatori: l'ultima edizione ne ha richiamati più di 650 mila, dato impressionante ma comprensibile in quanto, per capire l'andamento e le tendenze dell'arte contemporanea, Documenta è davvero fondamentale, anche grazie a una cadenza non troppo serrata che permette una valutazione più ponderata e meno soggetta all'emozione del momento.

Quest'anno il team è capeggiato da Roger M. Buergel, organizzatore e curatore di mostre nato a Berlino nel 1962, mentre la curatrice di Documenta sarà Ruth Noack, storica dell'arte. Verranno poste tre domande, che produrranno i Leitmotifs dell'edizione numero 12: la modernità è la nostra antichità? Cos'è la vita nuda? Cosa dev'essere fatto?

Saranno tante le domande che verranno da qui generate: l'umanità è in grado di riconoscere un comune orizzonte al di là di tutte le differenze? L'arte può essere il mezzo per raggiungere questo obiettivo? Cosa dobbiamo fare, cosa dobbiamo imparare per poter interagire intellettualmente e spiritualmente con la globalizzazione?

L'Arte di EX MARE LIBERTAS è su:
www.documenta12.de - www.labiennale.org

Rubrica a cura di : Alfio

sabato, marzo 31, 2007

Ex Mare Libertas ( #4 )

VITA E RAPPRESENTAZIONE - Entrata nell'olimpo delle riviste che hanno segnato l'America ma anche il giornalismo, Life deve il proprio successo alla schiera di fotografi che hanno tramandato una cultura della bellezza intesa nel senso più ampio possibile. La cronologia delle copertine, in particolare, racconta la storia e la cultura occidentale dal 1936 a oggi: da Fred Astaire a Marilyn Monroe, dalla Principessa Diana a Harry Potter, le icone del novecento sono state tutte incorniciate come simbolo ma soprattutto come persone. Oltre alla realtà patinata, la copertina ha anche dedicato spazi al dopoguerra, alle sconfitte e alle vittorie, come la celebre foto della vittoria americana sui giapponesi (1945), scattata da Alfred Eisenstaedt, in cui è immortalato il bacio tra un'infermiera e un marinaio. Sul sito di LIFE, attualmente è possibile visualizzare una selezione delle migliori copertine, ma il vero archivio che prenderà vita nei prossimi mesi, conterrà tutti gli scatti degli ultimi settant'anni, e chiunque si potrà riappropriare dei frammenti di passato.

Life and Representation

Among the Olympiads of journals that have influenced not only America
but also American journalism, Life owes its success to a photographic
style that transmitted an intense culture of beauty in the widest
possible manner. The chronology of the covers in particular, tells
the story of Western culture from 1936 until today: from Fred Astaire
and Marilyn Monroe, to Princess Diana and Harry Potter, icons of the
20th century who were framed as symbols but even more so as
personalities. Beyond the surface reality, the covers also dedicated
space to the aftermath of war, to conflicts and to victory, as in the
celebrated photo of the American victory over the Japanese (1945)
taken by Alfred Eisenstaedt, in which he immortalized the kiss
between a nurse a Navyman. On Life's website it is now possible to
view a selection of the best covers, but the archives that will the
added in the next few months will recount the all photos of the last
70 years and everyone will be able to relive fragments of the past.

LIFE di EX MARE LIBERTAS è su : www.life.com

Rubrica a cura di : Alfio

lunedì, marzo 26, 2007

Ex Mare Libertas ( #3 )

Ciao 2001 fu una importante rivista musicale settimanale italiana degli anni '70, dedicata alla art music, intesa in una accezione che includeva soprattutto il rock progressivo straniero e italiano, ma che si estendeva anche al "pop impegnato" di autori come Paul McCartney e Cat Stevens, dei cantautori italiani (per esempio Venditti, De Gregori e Guccini), o anche progetti musicali rappresentativi del folk italiano, come la Nuova Compagnia di Canto Popolare.
Insieme a trasmissioni radiofoniche come Per voi giovani di Renzo Arbore, Ciao 2001 fu uno dei mezzi principali attraverso cui il progressive e la musica d'arte leggera si diffusero in Italia. Fu anche uno dei principali strumenti di aggregazione degli appassionati, grazie alla costante informazione garantita ai numerosi raduni e festival musicali che in quegli anni si susseguivano per tutto il Paese.

Ciao 2001 di EX MARE LIBERTAS è su http://digilander.libero.it/ciao.2001

"Riprendendo la citazione di Giuseppe De Grassi, possiamo ben dire con lui che Ciao 2001 non è stato solo una rivista di musica. Chi ne è stato lettore nei primi anni ’70 sa cosa si intende dire. La musica in quegli anni era un fenomeno più complesso che addensava attorno a sé una serie di tensioni individuali e collettive presenti in quell’universo giovanile. Il rock si manifestava per quello che è stato così definito un linguaggio totale ma tribale, con una serie di contenuti e messaggi laterali al semplice fatto musicale.

Ma il rock ha costituito anche un nuovo canone estetico, una nuova poetica dell’ascolto, un modo infinitamente più eccitante di porsi di fronte al suono, a volte visto come la manifestazione sensibile di una energia universale. Ma per capire meglio tutto questo bisognerebbe comprendere che cosa è stato quel fenomeno fatto più di idee che di fatti, più di anime che di corpi, quale era il “pop” in Italia.

Devo ricordare a molti che con il termine “pop” si intendeva impropriamente tutta quella produzione musicale che ruotava intorno al rock, che includeva il cosiddetto rock progressivo, ma non si esauriva in quest’ultimo. Diciamo pure che neanche questo è propriamente corretto poiché si includevano in questa categoria – e in parte non a torto – personaggi come Venditti e De Gregori, Richard Cocciante, Guccini, i cantautori insomma, e forse anche la Nuova Compagnia di Canto Popolare, il Canzoniere del Lazio e simili, che abbondavano nelle varie rassegne e festival pop.

E’ più semplice allora definire il pop per via negationis. Diciamo cioè quello che il pop sicuramente non era:

- non era il rock ‘n’ roll degli anni ‘50

- non era il beat degli anni ‘60

- non era la musica leggera

- non era la musica “commerciale”, come si disse per un breve periodo (definizione che entrò subito in crisi non appena dischi come Aqualung o Nursery Crime balzarono nella fascia alta delle classifiche di vendita... )

Dovendo stringere in un periodo il fenomeno pop, possiamo contenere l’evento in un arco di tempo che va, con tutte le necessarie approssimazioni, dal 1969 al 1974, incastrando in questi anni tutta quella gioventù che condivideva certi slanci, sogni e vaghezze, pulsioni frustrate o irrisolte, “crisi non chiarite” che componevano una costellazione ideologica di riferimento per coloro che si sentivano a disagio in una società di valori tracciati. Un esercito di “lonely people”, come quello che piove sopra i tetti (di Liverpool?) nell’animazione di Yellow Submarine, che si sentiva – o si voleva sentire – “fuori dal sistema”, dentro la “controcultura”, più per rifiuto, per rigetto, che per contestazione.

Ciao 2001 riuniva allora idealmente questa platea, questa folla silenziosa, che lievitava intorno alla musica pop, che prendeva la parola nelle varie rubriche aperte ai lettori, che cominciava timidamente ad apparire nei teatri dei primi concerti rock, che poi si assembrava, più numerosa, nei raduni e festival pop che si cominciavano ad organizzare un po’ in tutta la penisola.

Per chi è stato lettore occasionale o assiduo di questo settimanale, per chi ha vissuto quegli anni sentendosi partecipe, se non altro, di quel clima, di quegli umori, credo sarà piacevole sfogliare alcune pagine web in cui si possono rivedere le testate delle varie rubriche, o anche solo svistare qualche copertina, dare una scorsa a qualche lista di canzoni o a qualche notizia d’epoca.

Anche per colmare, in estrema parte, l’assenza dalle edicole di questo settimanale, che dopo alcuni tentativi di riedizione, da diverso tempo ha ormai cessato – mi auguro non definitivamente – le pubblicazioni.
" ( Luigi Russo )

Rubrica a cura di : Alfio

giovedì, marzo 15, 2007

Ex Mare Libertas ( #2 )

BilBolBul, fumetti in festival.

Bologna è da sempre una capitale della "letteratura disegnata", termine con cui Hugo Pratt definiva quel ramo dell'arte che va sotto il nome di fumetto. Per questo l'associazione Hamelin, in collaborazione con Comune, Provincia e Regione, ha dato vita a BilBolBul, primo appuntamento internazionale interamente dedicato alle "nuvole parlanti" che si terrà a Bologna dal 14 al 18 marzo. Tema di questa prima edizione il dialogo tra il fumetto e le altre arti: la contaminazione che ha fatto si che gli immaginari fumettistici restituissero al cinema, alla letteratura e alle arti visive quanto ricevuto dal fumetto agli esordi.

Web: www.bilbolbul.net

Le "nuvole parlanti" di EX MARE LIBERTAS sono su www.topolin.it

Rubrica a cura di : Alfio

mercoledì, marzo 07, 2007

Ex Mare Libertas ( #1 )

Un nuova rubrica si aggiunge a quelle già presenti su GromelRocks, dove la prestigiosa penna di Alfio spazierà in tutti campi possibili e immaginabili. I suoi interventi saranno caratterizzati da un unico legame : la curiosità permanente.

"Una speciale compilation, dal titolo "BANDS", è la prima pubblicazione dell’etichetta NOPOP.

Data di uscita: 19 gennaio 2007.

Vogliamo sottolineare fin d’ora che non si tratta di una semplice compilation.

I gruppi che ne fanno parte arrivano da una selezione compiuta da noi tra numerosissime nuove formazioni provenienti da varie regioni d’Italia. I brani del CD sono tutti inediti.

Ad accomunarli non è l’omogeneità stilistica, né l’appartenenza ad un non meglio identificato alternative-rock cantato in italiano.

Piuttosto ci sembra che condividano un modo di sentire la musica come un’urgenza espressiva, forte ed imprescindibile. Chi è animato da questo sentimento riesce meglio a trasferire in musica i propri pensieri, sottraendosi alla banalità della canzonetta, sia che parli del privato, sia che parli del sociale.
Per promuovere questo progetto la nostra etichetta si impegnerà a fondo, tramite l’impiego dei più idonei canali radio-televisivi, tramite il coinvolgimento di tutta la stampa di settore e non.

Sono previsti showcase per incontrare la stampa ed un evento live con la partecipazione dei gruppi di "BANDS".

I brani della compilation hanno anche una loro vita autonoma, mediante il posizionamento sulle principali piattaforme internet per il download ufficiale e potranno contare anche su una promozione radiofonica individuale.

Per 6 di essi è stato realizzato un videoclip promozionale.

Grande cura è stata dedicata alla copertina di questo cd ed al libretto interno, corredato da foto e notizie di tutti i gruppi partecipanti."

Da: www.nopopmusic.it

Rubrica a cura di : Alfio