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lunedì, maggio 05, 2008

Easy Rider ( #7 )

Roma Ladrona...

Roma - Ma non era Roma ladrona? Forse una volta. In verità la Capitale è ancora, come un tempo insegnavano i docenti di mitologia, la lupa che allatta i suoi figliocci. Ma qui di mitologico c'è ben poco.
Dopo Pierguido Vanalli, deputato leghista e tifoso romanista, e Nunziante Consiglio, onorevole del Carroccio nativo di Montorno Inferiore ( nella Bassa Avellinese ), arriva un'altra chicca dai parlamentari della Lega Nord.
Registrandosi in Parlamento infatti tutti gli onorevoli hanno dovuto aprire un conto apposito in cui depositare i ricchi compensi da parlamentari. Ma dove depositeranno i soldi i parlamentari leghisti? Al Credito Bergamasco? Al Credito Cooperativo di Sorisole e Lepreno? Alla Banca Popolare di Intra? Macché. Udite, udite, al banco di Napoli. Ovviamente con adeguati tassi di interesse, agevolazioni fiscali (tipo un conto scoperto di 20 milioni). Il tutto in nome della Secessione. E se la monnezza non va dai leghisti, i leghisti vanno dalla monnezza (almeno per depositare i propri risparmi).

Isaia Invernizzi

giovedì, aprile 24, 2008

Easy Rider ( #6 )

Quella Volpe di Bettoni

Quel volpone di Bettoni. In Italia gli avvicendamenti politici cambiano radicalmente il volto del paese (e della Bergamasca) e il presidente della Provincia di Bergamo cosa fa? Commenta con immenso trasporto e fervida apprensione le "terribili" conseguenze della morte di una povera volpe in quel di Gandellino. Ma andiamo per ordine. Il 31 marzo la polizia provinciale si imbatte a Gandellino in una volpe «con evidenti segni di rogna». E’ in fin di vita e i poliziotti senza pensarci due volte la fanno fuori. Apriti cielo. L’organizzazione internazionale protezione animali sente puzza di bruciato e manda un comunicato infuocato. «Come sempre la nostra associazione ha deciso di stare dalla parte degli animali, che troppo spesso subiscono soprusi, maltrattamenti e vanno incontro a morti atroci e crudeli. Vogliamo dare loro voce e diritti. In questo caso costituendoci parte civile». Qui scatta la reazione di Bettoni, che toccato nell’orgoglio replica seccamente all’Oipe. «Fa specie – commenta Bettoniche si voglia strumentalizzare il lavoro già difficile che la Polizia Provinciale svolge sul territorio in difesa della salute dei cittadini e della fauna. Il risultato di certe prese di posizione non è certo quello di stimolare a operare sempre meglio in momenti difficili, ma può fare venire in meno la passione per il lavoro che da sempre contraddistingue gli agenti della Polizia Provinciale. Non si può infatti attaccare indiscriminatamente chi svolge il proprio dovere e non ha la possibilità di rispondere direttamente alle accuse rivolte». Davvero emozionante. E pensare che nell’arco della campagna elettorale (da due mesi a questa parte) il presidente si è negato ad ogni domanda in merito a elezioni, stravolgimenti politici, possibili suoi successori. La prossima volta gli chiederemo quanti stambecchi ci sono in Val Brembana, e, per par condicio, in Val Seriana. Forse risponderà.

Isaia Invernizzi

lunedì, gennaio 07, 2008

Easy Rider ( #5 )

Pena De Muerte

Cologno al Serio - «Moratoria contro la pena di morte? Solo un'uscita propagandistica». Non è una dichiarazione di un senatore del Texas, ma la posizione presa da un piccolo paese bergamasco. L'Onu lo scorso 18 dicembre ha approvato la moratoria contro la pena di morte presentata dall'Italia raccogliendo il voto favorevole di 104 nazioni. Tra i paesi contrari anche Barbuda, Singapore, Nigeria, Iran, Sudan, Cina e Cologno al Serio. Avete capito bene, il piccolo paese della Bassa bergamasca lo scorso maggio ha votato una delibera in cui «si chiede che questo consiglio comunale prenda le distanze da questa iniziativa e non appoggi sul proprio territorio azioni o attività in tal senso». La mozione, presentata dai consiglieri di maggioranza Stefania Boschi, Andrea Cavalleri e Fabrizio Maver lo scorso 22 maggio, è stata approvata dal consiglio comunale il 18 luglio con 9 voti favorevoli e 4 contrari. Immediata la reazione di alcune associazioni di volontariato del paese che si sono schierati contro il voto del consiglio comunale. E nonostante la battaglia di cui l'Italia si è fatta capofila all'Onu per la promozione della moratoria, la mozione bergamasca ha avuto il via libera e rimane nei documenti approvati dal comune di Cologno al Serio.
Roberto Legramanti, sindaco del paese bassaiolo e consigliere provinciale della Lega Nord, spiega il significato di questa mozione. «Chiariamo subito una cosa: personalmente sono da sempre contrario alla pena di morte. Quella mozione è stata presentata contro la campagna promossa dal governo Prodi. Alcuni consiglieri ritenevano che la moratoria fosse solo un'uscita propagandistica. Sembra assurdo chiedere a paesi come la Cina di impegnarsi ad abolire la pena di morte».
Quindi era solo una buotade puramente politica. Niente a che vedere con i diritti umani. «Ci mancherebbe - continua Legramanti - Quello poi era un voto puramente personale, non c'erano voti di indicazione politica, la Lega Nord non c'entra. Ogni consigliere era libero di votare senza indicazioni di partito».
Eppure in paese qualcuno storce il naso. «Non siamo a favore della pena di morte - conclude il primo cittadino - e poi, con l'approvazione della moratoria da parte dell'Onu, la nostra mozione automaticamente perde valore».

Isaia Invernizzi

mercoledì, dicembre 05, 2007

Easy Rider ( #4 )

Quando il destino...

Trescore Balneario - « A mio fratello era stato commissionato l'omicidio di Silvio Berlusconi ».
Una rivelazione del tutto inedita, senza dubbio sensazionale e sconvolgente. Le parole sono quelle di Emiliano Facchinetti, scultore di Trescore, che porta alla luce delsole questa vicenda, ancora sconosciuta alla cronaca italiana, attraverso le pagine del suo libro Mio fratello più grande. Un racconto che nei prossimi giorni uscirà nelle edicole e nelle librerie di Bergamo e provincia. In poco più di trecento pagine è racchiusa « la vera storia del bandito bergamasco che doveva uccidere Berlusconi», come recita il sottotitolo del volume edito da Leonardo Facco.

FUGA - Secondo il racconto di Emiliano, i fatti risalgono all'estate del 1987, quando Pierluigi Facchinetti, rapinatore evaso da un carcere di massima sicurezza e ricercato dalle forze dell'ordine di mezza Europa, entrò in contatto con un'organizzazione criminale con sede nel sud della Francia. I transalpini commissionarono alla banda Facchinetti il rapimento e l'omicidio di quello che all'epoca era "solo" un imprenditore in ascesa. « Ma loro non erano degli assassini -spiega Emiliano - e così si accordarono per rapirlo e consegnarlovivo. Dal miliardo inizialmente offerto, però, l'organizzazione scese a settecento milioni di lire ». Trecentocinquanta anticipati e altrettanti al momento della consegna. « E loro, che non erano assassini, ma dei furbi rapinatori, scapparono con i soldi. Ma l'organizzazione aveva consegnato i soldi in anticipo solo perché conosceva ogni loro movimento. E così riuscirono a beccarli e a farsi ridare il denaro, costringendoli a fuggire da quelle zone. Ma probabilmente quell'organizzazione aveva agganci molto in alto…».

PROVE - La storia, raccontata ai giorni nostri, è di quelle che lasciano con occhi e bocca spalancati. Ma come la mettiamo con il rischio bufala? Ci sono prove che la confermano? « Prove certe no - continua l'autore - , ma parecchi indizi. Come ad esempio un'agendina sequestrata a uno dei componenti della banda. Ecco, questi sono i verbali della polizia francese ». Emiliano mostra un verbale in cui sifa riferimento a un'agenda in cui erano riportati dei codici segreti,che la banda Facchinetti usava per comunicare. Numeri associati a lettere, che compongono proprio il nome di Berlusconi, usato dai gendarmi per decifrare i messaggi. « La storia dell'omicidio mi era stata raccontata da mio fratello e dai suoi compagni (ora tutti morti,ndr). Perché inventarsi tutto? Non avrebbe avuto senso. All'epoca Berlusconi non era famoso come adesso: io non sapevo nemmeno chi fosse, quindi non mi ero interessato molto a quella storia ». Già, nel 1987 Berlusconi aveva appena completato il tris Canale 5, Italia 1 e Rete 4, ma era ancora lontano dal suo ingresso in politica e non godeva certo della fama attuale tra la gente comune. Un anno prima,però, aveva fondato La Cinq, canale della tv francese che sparì nel 1992.

ANACRONISMI - Ora colui che era nel mirino di quell'operazione è diventato uno degli uomini più potenti dal punto di vista politico, economico e mediatico in Italia « e infatti - spiega Emiliano - soltanto negli anni seguenti mi sono reso conto dell'entità di quella vicenda ». Ma se davvero tutti i settecento milioni fossero entrati nelle tasche della banda Facchinetti come contropartita per la perfetta riuscita dell'operazione? « Questo me lo chiedo spessoanch'io. Perché sicuramente la storia del nostro Paese avrebbe preso una piega diversa ». Quindi, in un certo senso, Berlusconi deve ringraziare Gigi e il suo rifiuto di compiere quel gesto? « Be', se è ancora qui è anche grazie a lui. E a quelli là, che evidentemente poi hanno cambiato idea ».

domenica, dicembre 02, 2007

Easy Rider ( #3 )

Valentino FoisUne autre Fois

Bergamo - Le chiama "stupidate", negli ultimi due anni ne ha combinate molte, ma fanno ormai parte del passato. Doping, alcol e cocaina. Ma ora le "stupidate", Valentino Fois le ha lasciate alle spalle. Ora torna in sella, la maglia è quella dell' Amore e Vita McDonald's, è sereno e non gli manca la voglia di scherzare. Valentino era, o meglio, è uno di quei corridori dal talento cristallino: professionista dal 1996, un secondo posto al Tour de France giovani a 23 anni, alle spalle di Ulrich, poi la Panaria, la Mapei, la Caldirola, la Colpak, Marco Pantani che lo vuole alla Mercatone uno. Valentino vince gare internazionali, non si contano i piazzamenti in appuntamenti importanti.
Poi?
«Poi arriva quel 12 giugno 2002 che mi cambia la vita. La sospensione dalla Mercatone Uno dopo la squalifica di tre anni è stata una brutta botta. Tutto è partito da lì ed in poco tempo sono stato travolto. Ho corso qualche gran fondo, nel 2005 ho provato a tornare, ma durante un allenamento sono caduto. Mi sono rotto l'omero, la clavicola. Mi sono anche schiantato con la macchina. Ormai mi ritenevo solo uno sfigato cronico e quando ci si mette di mezzo la depressione è dura da combattere».
Due mesi fa la Gazzetta ti ha dedicato un ritratto emblematico: «La mia vita tra cocaina e depressione».
In quell'articolo si parlava un corridore finito, ma soprattutto di un uomo quasi finito. «In questi anni mi sono reso conto di aver toccato il fondo, ci sono anche rimasto per un bel po'. Quello che è stato scritto è vero. Poi è anche vero che qualche ricamo e qualche titolone non mi hanno reso pienamente giustizia. Ma non posso nascondermi dietro a un dito, di stupidate ne ho combinate parecchie».
Non nascondi di aver provato tutto nella vita.
«Certo, come milioni di persone in Italia ho provato tutto, anche la coca. Ma non sono un tossicodipendente. Poi se mischi i farmaci e alcol è logico che non puoi star bene, sia fisicamente che psicologicamente. Noi atleti siamo sotto pressione, ma può capitare a tutti. Io comunque non ho mai fatto male a nessuno, solo a me stesso».
Tra le stupidate c'è un tentanto furto nella sede del Giorno. Volevi portarti via un computer portatile. Cosa è successo? «In quel momento diciamo che non ero molto presente. In quel periodo non ero in me, è capitato alla sede del "Giorno" solo perchè mi trovavo lì».
Finalmente la fine del tunnel. Torni in pista. «Meglio non dire che torno in pista (ride), qualcuno potrebbe fare qualche battutaccia. Diciamo che sono tornato e basta. Nella mia vita sono stato sempre un ragazzo positivo, in tutti i sensi, ora però è giunto il momento di ricominciare, e non mi riferisco solo alle corse. Nella carriera e nella mia vita non voglio avere rimpianti. Purtroppo in Italia e anche a Bergamo ci sono moltissime persone che cadono e non riescono a rialzarsi, non hanno gli stimoli giusti. Ostentano la loro normalità, i loro divertimenti, la loro ricchezza ed invece stanno male. Ma quando si tocca il fondo non ci si può nascondere dietro ad un vestito firmato, ad una macchina costosa o a una bottiglia di Champagne. Torni a casa, ti guardi allo specchio e capisci quanto sia difficile tornare a vivere».
Isaia Invernizzi

martedì, novembre 20, 2007

Easy Rider ( #2 )

Chi ben comincia è a metà dell'operaChi ben comincia è a metà dell'opera

Forza Italia nel mirino della Guardia di Finanza di Milano. Gli agenti, su disposizione del Sostituto procuratore Francesco Greco, hanno sequestrato più di 7000 tessere del partito di Silvio Berlusconi nell'ambito dell'inchiesta "Holiday Lake".
Le indagini riguardano presunte tangenti finalizzate a truffare Regione Lombardia e Unione Europea nell'ottenimento dei finanziamenti pubblici per lo sviluppo turistico della zona del lago di Como. Gli inquirenti sospettano che molte tessere siano state acquistate dall'attuale consigliere regionale Gianluca Rinaldin, indagato a piede libero per falso, truffa e corruzione come il suo successore all'Assessorato al Turismo della Provincia di Como, Giorgio Bin, detenuto da più di una settimana a San Vittore.

Easy

venerdì, novembre 16, 2007

Easy Rider ( #1 )

La Compagnia delle Operette

230 mila euro per sponsorizzare Matching, la fiera per la Piccola eMedia Impresa della Compagnia delle Opere. In pratica, per pagare 18 servizi offerti dalla Compagnia delle Opere a Regione Lombardia, dicui 15 di mera pubblicità del marchio e solo 3 seminari che assomigliano più a corsi di formazione per i players CDO (per accedere ai fondi della Regione) che non a servizi per le imprese lombarde, italiane e estere. Nel testo della delibera si legge che parte di questi soldi -ricordiamo, dei contribuenti - verranno impiegati per acquistare "una o più pagine sul Corriere delle Opere". Non è dato di sapere quanto valgano "al chilo" queste pagine, alla faccia della trasparenza nell'impiego delle risorse pubbliche. Dal sito dell'evento inoltre non appare affatto chiaro se la partecipazione sia garantita in ugual modo ad associati e non. E, comunque, il distinguo nelle procedure d'iscrizione fa pensare a un'evento quasi blindato per gli imprenditori ciellini. I soldi dei contribuenti lombardi dovrebbero essere usati per iniziative che hanno un ritorno economico e sociale per tutti icittadini, per il sistema imprenditoriale della Regione e non solo per quei soggetti associati alla compagnia delle opere. E con tutto il bene che la Regione fa alla CDO, dovrebbe essere la CDO stessa ad offrire alla Regione spazio e pubblicità gratuiti".

Easy