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domenica, ottobre 28, 2007

Book Of The Week ( #9 ) Come Dio Comanda - Niccolò Ammaniti

Come Dio Comanda, di Niccolò Ammaniti"Mio padre era un uomo cattivo. Ha ammazzato e violentato una ragazzina innocente. Merita di finire all’inferno. E io con lui. Io non so perché l’ho aiutato. Giuro che non lo so. Mio padre era un ubriacone, un violento, un buono a nulla. Menava tutti. Mio padre mi ha insegnato ad usare la pistola, mio padre mi ha aiutato a riempire di botte uno a cui avevo tagliato la sella della moto. Mio padre mi è sempre stato vicino dal giorno in cui sono nato. Mia mamma è scappata e lui mi ha tirato su. Mio padre mi portava a pescare. Mi padre era un nazista ma era buono. Credeva in Dio e non bestemmiava. Mi voleva bene a Quattro Formaggi e a me. Mio padre sapeva quello che era giusto e quello che era sbagliato. Io lo so."

L’autore di “Io Non Ho paura” ci propone in questo romanzo le vicende di Rino e Cristiano Zena.
Il rapporto padre figlio è tra i più instabili e complicati, ma allo stesso tempo profondo. Rino non può essere definito il padre perfetto: alcolista, nazista, violento contro gli stranieri, preoccupato di perdere l’affetto dei propri cari. Capace d’amare il figlio più della sua stessa vita, decide insieme ai due inseparabili amici, QuattroFormaggi e Danilo Aprea, abbandonato dalla moglie poiché accusato della morte della figlia, di architettare un piano per scassinare un bancomat e cambiare in modo radicale così la propria esistenza. Rinunciare all’ultimo minuto alla realizzazione di questo progetto segnerà la fine di lunghe amicizie e di apparente tranquillità. Fabiana, compagna di classe di Cristiano, viene trovata una sera uccisa dopo essere stata violentata in un bosco. Il ragazzo trova il cadavere, ma accanto a quello c’è anche il corpo inerme del padre: sia stato proprio lui a compiere quel gesto? L’unica persona su cui sempre ha potuto contare si era trasformato in un mostro. In una società dove il consumismo prevale, i rapporti familiari vengon sottovalutati, come nel caso di Fabiana, che invidia e non comprende l'indifferenza di Esmeralda, la sua migliore amica, nei confronti della madre. Imprevedibile è l'intreccio del racconto dove si alternano le figure dei personaggi principali e quelle dei secondari, come l'assistente sociale Trecca, ma che comunque rientrano nella vita degli Zena. Scritto con un tono grottesco, a volte volgare, ma su uno sfondo pienamente realistico, Ammaniti riesce a tenere accesa l'attenzione del lettore fino all'ultimo pagina.

domenica, ottobre 21, 2007

Book Of The Week (#8) 1984- George Orwell

1984, di George OrwellTitolo : 1984 ( Nineteen Eighty Four)
Autore : George Orwell
Genere : Fantascienza
Prima Edizione : Secker & Warburg, London 1949
Prima Edizione Italiana : Mondatori Milano 1950

Scritto da George Orwell nel 1948, il romanzo immagina che il mondo nel 1984 sia diviso in tre grandi stati: Oceania, Eurasia ed Estasia, spesso in guerra tra loro. L’Oceania, con capitale Londra, è governata sulla base dei principi del Socing ( partito di ispirazione socialista che detiene il potere), i quali vengono diffusi e mantenuti “vivi” mediante l’istituzione di una neolingua dalla quale vengono soppressi vocaboli che possono indurre alla ribellione. Il partito riesce a “cambiare” la realtà (affermando per esempio che certi avvenimenti non siano mai accaduti) e disorienta così i cittadini costringendoli al “bipensiero”, obbligandoli cioè a fare i conti con una nuova verità affermata dagli organi di potere e quella “reale”. Distinguere le due diventa così sempre più difficile. Autorità assoluta dell’Oceania è un capo onnisciente e onnipresente: il Grande Fratello. Nessuno lo ha mai visto di persona, ma l’immagine del suo volto compare, gigantesca, in ogni luogo. L’enorme organizzazione politica del Socing è in grado di controllare i cittadini attraverso telecamere sempre funzionanti e piazzate in ogni ambiente della loro vita. Ogni minimo cenno di dissenso ( definito psico-reato) viene punito con l’incarcerazione, la tortura e la morte. Il protagonista del racconto è Winston Smith, il quale ricopre l’importante incarico di censurare libri e giornali che non si esprimono in modo allineato rispetto alle idee del Socing. Ad un certo punto Winston incomincia ad avvertire sentimenti avversi al partito: legge libri proibiti e sceglie una compagna, Julia, con cui vivere un amore altrettanto proibito. Scoperto, verrà inevitabilmente costretto, con la feroce brutalità della tortura, a rinnegare la propria ribellione e il suo amore per Julia. La storia si conclude con il pubblico processo e la pubblica autocritica di Winston, il quale, nell’attesa della morte, scopre di essere giunto ad “amare” il Grande Fratello.
Il romanzo di Orwell è uno dei più inquietanti della storia della letteratura, esprime infatti il suo totale controllo delle coscienze, dei pensieri e della volontà, da parte degli organi di potere. Interessante è la figura dell’aguzzino di Winston, il quale ricorda che l’obbedienza ai principi dello stato da sola non basta, in quanto occorre anche pensare e amare come desidera il Grande Fratello: la dimensione più intima e personale degli individui può essere soggetta al controllo e al condizionamento da parte della società. Il libro induce quindi a riflettere, sebbene la realtà contemporanea sia meno drammatica, Socing o meno, la società riesce comunque a filtrare le notizie, le strumentalizza, in modo da impedire la nscita di un pensiero "divergente".

sabato, ottobre 13, 2007

Book Of The Week ( #7 ) I Miei Martedì Col Professore - Mitch Albom

I Miei Martedì Col Professore, di Mitch AlbomTitolo: I Miei Martedì Col Professore
Autore: Mitch Albom
Genere: Romanzo
Edizione: Rizzoli
Pubblicazione: Maggio 1998

Non aver paura di morire se hai apprezzato la vita. Mitch però, quarant’anni e brillante giornalista sportivo, non sembra accorgersi di quanto la sua ne sia priva di significato e di interessi: solo il pc, il cellulare, il lavoro e il denaro. Conduce una vita monotona, con quel senso di insoddisfazione che lo perseguita. Per caso una sera, guardando la tv, rivede un suo vecchio professore, Morrie Schwartz, quel “sociologo ballerino” con il quale all’università aveva instaurato un meraviglioso rapporto. Erano passati però 15 anni da quando si era laureato e da quel giorno non aveva più pensato a lui. Morrie è gravemente malato, non gli resta molto da vivere poiché affetto da sclerosi laterale amiotrofica.
Nonostante i km che li separano, Mitch si rimette in contatto con il professore, si reca a casa sua ogni martedì e qui discutono sul “significato della vita”: l’amore, il perdono, il lavoro e alla fine la morte.
Morrie però non ha paura di quest’ultima, anche se non potrà più condurre una vita normale a causa dell’atrofia muscolare, non perderà mai tempo ad autocommiserarsi: tutti sanno di dover morire, ma nessuno ci crede, solo quando sia ha imparato a morire, allora si ha apprezzato a vivere. Come si può apprezzare la vita se l’uomo sa gradire solo il materialismo del mondo? Se domani fosse il tuo ultimo giorno, cosa ne faresti di tutto il denaro e il successo accumulati? Come passeresti le tue ultime 24 ore volendo però viverle nell’ “essenziale”? Cogli dunque le emozioni, quelle buone come l’amore e impara a conoscere cosa è la sofferenza. Lasciati travolgere, “apri il rubinetto” e piangi se è necessario, sorridi a chi prima era triste, solo così imparerai a controllare ciò che provi. Nè il potere, né la casa nuova ti danno la tenerezza che cerchi. L’uomo è miope, vorrebbe dare un senso alla propria esistenza e lo rincorre. Sia forse la macchina nuova? Bene, la compra, ma poi? No, non è questo quello che cerca, niente sembra pagare il senso di inapagatezza che è in lui. Poi però un giorno per colmarlo potrebbe essere troppo tardi: tardi per sentire un amico che non senti da tempo, perdonare qualcuno o principalmente te stesso, per aver perso momenti della tua vita a ricercare il futile. Un insegnante, un amico, c’è sempre qualcuno che, come un gioiello di saggezza prezioso, è disposto ad aiutarti, a farti riflettere…e Morrie lo era.

“ Un insegnante ha effetto sull’eternità, non puoi mai dire dove termina la sua influenza” ( Henry Adams )

sabato, ottobre 06, 2007

Book Of The Week ( #6 ) Il Giovane Holden - David Salinger

Il Giovane Holden, di David SalingerTitolo : Il Giovane Holden
Titolo Originale : The Catcher In The Rye
Autore : Jerome David Salinger
Genere : Romanzo
Prima Edizione : Stati Uniti, 1951
Edizione Italiana : Einaudi, Torino 1997

Holden Caulfield, emblema di un’adolescenza americana contraddittoria, fragile e ribelle, narra in prima persona di alcuni suoi giorni di libertà e vuoto, iniziati con l’espulsione dalla scuola prestigiosa alla quale è stato iscritto dalla sua famiglia benestante. Holden detesta l’ambiente scolastico, è un pessimo studente, fuma in modo accanito e non riesce a trovare nei suoi genitori o nei suoi insegnanti un modello di riferimento. Anche i rapporti con i compagni sono burrascosi: prima di andarsene da scuola avrà persino una rissa per gelosia. Il passato del giovane è segnato da un tragico evento: il fratellino Allie muore di leucemia. Il senso di abbandono che questo lutto ha generato in lui lo sta facendo diventare molto bravo nella scrittura e, allo stesso tempo, assolutamente cinico e ribelle nei confronti del mondo adulto. L’incontro con l’insegnante che lo dovrebbe aiutare a riflettere sulla sua bocciatura è totalmente infruttuoso. Giunto un giorno a New York, cerca di bere alcolici, uscire con le ragazze, avere la sua iniziazione sessuale con una prostituta. Il tentativo di stringere un rapporto più profondo con una sua amica, Sally, si risolve in un fallimento, così come l’incontro con un amico. Alla fine rientra da clandestino a casa, dove sveglia la sorellina Phoebe e le racconta dell’espulsione; quindi si allontana per non incontrare i genitori e va da un vecchio suo insegnante, il professor Antolini, che si era mostrato più volte attento e comprensivo con lui. Ma durante la notte il giovane Holden viene insidiato dal professore, che tenta di sedurlo, e così sceglie di nuovo la strada, mentre il progetto di fuggire e formarsi una nuova famiglia diventa ancora più urgente. Dopo aver incontrato Phoebe, l’unica persona a cui si senta realmente legato, comprende però che la sua fuga probabilmente non avverrà mai.
L’opera ha destato scandalo nel 1951. L’autore, più volte giudicato per la sua vita appartata e lontana dal mondo influenzato dai media, si è procurato un gran numero di seguaci e imitatori, sia sul campo dei contenuti che stilistico.
Il protagonista è presentato come il classico adolescente trasgressore, il cattivo studente, che rifiuta l’ipocrisia e l’esibizionismo della società, ma che allo stesso tempo non vuole essere ignorato.
Holden dimostra una forte maturità, nonostante il rapporto difficile con i coetanei e la propensione facile a ubriacarsi.

“Ciò che distingue l'uomo immaturo è che vuole morire per una causa, ciò che distingue l'uomo maturo è che vuole umilmente vivere per essa”

Perché farsi illusioni sugli adulti? Non è la società che spesso lascia soli i ragazzi? Costringendoli a cercare in se stessi quel punto di riferimento che dovrebbe invece essere dato dalle persone a loro più vicine? Dove è il loro ascolto?
Un giorno interrogato dalla sorellina più piccola, confessa che da grande vorrebbe sentirsi come un eroe mentre salva tutti quei bambini che, giocando, corrono il rischio di cadere in un burrone: ecco che qui viene svelato il senso di protezione e d’amore che al giovane manca.
In effetti Holden altro non è che un ragazzo sensibile, segnato in modo indelebile dalla morte del caro fratello e privato della comprensione da lui ricercata.

sabato, settembre 29, 2007

Book Of The Week ( #5 ) Noi, I Ragazzi Dello Zoo Di Berlino - Christiane F.

Noi I Ragazzi Dello Zoo Di Berlino, di Christiane FTitolo: Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino
Autore:Christiane F
Genere: Romanzo
Edizione Originale: 1978
Edizione Italiana: Rizzoli, Milano 1989

Berlino, anni settanta, quartieri "dormitoio" e discoteche: la giovane Christiane, appartenente alla media borghesia, ha una madre assente e un padre violento; non ancora vittima della droga, si ritrova fra amici che ne fanno un uso regolare. Così questa diventa per lei quasi un elemento di comunione con il gruppo: "Come ci si potrebbe altrimenti liberare da tutta la merda che uno vive durante il giorno?". Un po' per emulazione, un po' per curiosità, un po' per esibizionismo, Christiane incomincia a fumare hascisc a dodici anni e a iniettarsi eroina a tredici.
Dall'iniziale contrarietà al desiderio di provare le stesse sensazioni del ragazzo Detlef, infine la ragazza entrerà nel giro della prostituzione, unico mezzo per procurarsi i soldi necessari all'acquisto della dose giornaliera. Un giorno Christiane decide di intraprendere la faticosa strada della risalita che, attraverso un calvario fisico e psicologico, la porterà ad uscire dal tunnel della tossicodipendenza.
Il bilancio di una giovinezza bruciata resta carico di amarezza, ma il trasferimento in un'altra città e l'inserimento in una nuova compagnia riusciranno a farle riprendere il "filo" della sua esistenza interrotta.
"Tutte queste disintossicazioni, e poi subito a ricominciare, malgrado sapessi che una volta o l'altra con la droga mi ci sarei uccisa. Ma una possibilità di uscirne l'ebbi ancora..."
Il libro nasce dall'incontro avvenuto a Berlino nel 1978 tra due giornalisti tedeschi del settimanale Stern e la quindicenne Christiane, chiamata a testimoniare a un processo. Il colloquio sul mondo giovanile, che avrebbe dovuto essere breve, dura bensì due mesi durante i quali i giornalisti raccolgono i documenti necessari per la stesura dell'opera.
La storia di quest'adolescente diventerà esemplare per tutta la Germania: la tanta crudezza, che induce a riflettere su molti drammatici aspetti e retroscena sul mondo della droga, risulta più efficace di quanto possano essere a volte le inchieste.

domenica, settembre 23, 2007

Book Of The Week ( #4 ) Lo Strano Caso Del Cane Ucciso A Mezzanotte - Mark Haddon

Lo Strano Caso Del Cane Ucciso A Mezzanotte, di Mark HaddonAutore: Mark Haddon
Genere: Romanzo
Edizione: Einaudi
Anno: 1993

Christopher Boone ha 15 anni ed è affetto dal morbo di Asperger : è molto bravo in matematica, detesta essere toccato, odia il giallo e il marrone, si arrabbia se i mobili di casa vengono spostati.
Una sera, a mezza notte e sette minuti, scopre il cadavere di Wellington, il cane della sua vicina di casa: decide allora di indossare i panni di Sherlock Holmes ( il suo eroe preferito) e di indagare per scoprire l'assassino della povera bestiola. Con il procedere della sua indagine cambia la sua visione del mondo: annota cosa gli piace, cosa lo spaventa e cosa non riesce a capire. Il risultato sarà il cambiamento dell'esistenza del ragazzo. Christopher scopre infatti che il colpevole è il padre, il quale non solo ha ucciso il cane, ma gli ha anche mentito, dicendogli che la madre era morta, mentre invece è fuggita con un altro uomo a causa della sua incapacità di far fronte alle esigenze del figlio. Per il ragazzo inizia così un periodo "buio" che si concluderà tuttavia con il superamento dell'esame di matematica e con l'iscrizione all'università.
L'autore del libro è lo stesso protagonista. La vicenda si sviluppa quindi sulla base di esperienze e sensazioni che Haddon ha vissuto in prima persona.
Nonostante il suo deficit, definito "Autismo ad alto funzionamento", riesce a superare i vari ostacoli della vita come farebbe un suo coetaneo "normale".
Questo ci induce a non considerare i soggetti portatori di handicap persone destinate a realizzarsi solo a metà, ma come tutti, affrontano la difficile arte di vivere e di formarsi un'esistenza.

"Mi chiamo Christopher John Francis Boone. Conosco a memoria i nomi di
tutte le nazioni del mondo e delle loro capitali, e ogni numero primo fino a
7507.
"

mercoledì, settembre 12, 2007

Book Of The Week ( #3 ) Ci Vediamo Nel Mio Paradiso - Christel e Isabell Zachert

Ci Vediamo Nel Mio Paradiso, di Christel e Isabel ZachertTitolo: Ci Vediamo Nel Mio Paradiso
Autrici: Christel e Isabel Zachert
Edizione: Tea
Anno Pubblicazione: 1998

A soli 16 anni Isabel si ammala: un cancro al polmone le impedirà di vivere felicemente la sua giovinezza.
Sua madre, dieci anni dopo la sua scomparsa, decide di raccogliere in questo libro lettere tratte dal diario segreto di Isabel, dove parla del suo isolamento, dell’ attenzione e dell’affetto degli amici e genitori e dei suoi sogni parzialmente realizzati.
Isabel è convinta sempre più a non farsi sopraffare dalla malattia perché ogni persona è disposta a lottare con uno spirito più forte se cosciente della gravità e della fatalità della lotta, ma con l’avanzare di questa, e per le cure sempre più dure, capisce che la morte sarebbe arrivata.
La terapia la costringerà a rinunciare ai suoi capelli per i quali andava fiera, al tennis e non riuscirà più a guardare al futuro con piena fiducia.
Libro autobiografico che riesce a colpire non solo per i pensieri di una sedicenne matura e consapevole della sua malattia ma che coinvolge per la straordinaria voglia di vivere, di non mollare, prendendosela a morte anche contro se stessa e il proprio corpo, che arriva addirittura a odiare.
I cambiamenti d’umore della protagonista sono la chiave del libro.

“ I miei genitori e la dottoressa pensano che morirò molto presto. Io non voglio morire, non me la sento, anche se mi rendo conto di essere diventata debole. Non voglio arrendermi e non so immaginare come sia non vivere più.. No non posso morire, ma se arriva la morte a liberarmi? Allora forse lì non sentirei più quel male cane al mio polmone sinistro..”

lunedì, agosto 27, 2007

Book Of The Week ( #2 ) Il Giorno Del Cobra - Richard Preston

Il Giorno Del Cobra, di Richard PrestonTitolo: Il Giorno Del Cobra
Titolo Originale: The Cobra Event
Autore: Richard Preston
Editore: BUR
Anno pubblicazione: 1998
Genere: Thriller

Sulla terra si sta scatenando un’epidemia al cui confronto impallidisce anche la peste nera.
E non per fatalità del destino, ma per volere di un uomo, un uomo che conosce e sa manipolare anche i virus più pericolosi.
Noi non lo sappiamo, ma forse, proprio in questo momento, in un laboratorio supersegreto, qualcuno, di certo insospettabile, sta facendo esperimenti con i virus allo scopo di regolare l’incontrollata crescita demografica.
Il terrore domina nell’intero romanzo di Preston.
Il tema delle armi biologiche e del loro inappropriato uso è molto coinvolgente e l’autore dimostra una conoscenza approfondita a riguardo di questo tema, al punto tale che decide di non riportare formule utilizzabili sperimentalmente.
Preston è in grado di svelare alcune supposizioni, peraltro ben fondate, su ciò che potrà accadere con l'utilizzo strategico delle armi biochimiche in un futuro non troppo lontano.
Il virus di cui si parla nel romanzo è reale, già stato prodotto artificialmente e può infettare le cellule dei mammiferi, tra cui l’uomo.
Il Nome Cobra sta ad indicare la forma del virus immaginata in questo romanzo.
La descrizione cruda degli effetti del “banale raffreddore” non è di certo consigliabile ai lettori troppo impressionabili dato che l’autore si sofferma alla descrizione anche dei più piccoli sintomi.
Kate Moran aveva solo 17 anni, una mattina non aveva voglia di alzarsi, aveva un senso di nausea e la sensazione di avere le vertigini. Arrivata a scuola, corse subito in bagno, in bocca si accorse di avere delle vesciche nere e dal naso le fuoriusciva del muco limpido bianco.
Cominciò a tremare.. un’emorragia nasale?? A ogni battito cardiaco del sangue le usciva dalle narici…Resisti Kate! Ma non era possibile resistere.. OH pensò. E se ne andò...

domenica, agosto 19, 2007

Book Of The Week ( #1 ) Le creature del buio - Stephen King

Le Creature del Buio, di Stephen KingTitolo: Le Creature Del Buio
Titolo Originale : Tommyknockers
Autore: Stephen King
Anno Pubblicazione: 1987
Genere : Horror

Iernotte a tarda ora,
i Tommyknocker, i Tommyknocker,
han bussato e oggi ancora.
Vorrei uscire ma non so se posso,
per la paura
che man messo addosso

L’autore ironicamente pone all’inizio dell’opera queste righe, quasi come si trattasse dell’incipit di un libro di filastrocche di Mamma Oca.
Invece non è così, il romanzo è firmato Stephen King, il re del brivido per eccellenza, autore di molti capolavori del terrore e che ha venduto con quest’opera più di 100.000 copie.
Il 21 giugno 1988, la scrittrice di western Roberta Anderson, chiamata anche Bobby, scopre, nel bosco di Haven, vecchio borgo del Maine, un misterioso oggetto sepolto lì da milioni di anni.
Con l’aiuto del cane Peter, un vecchio beagle ormai cieco d’un occhio, comincia a scavare e con il procedere dei lavori, si accorge che il sinistro oggetto vibra ancora ed emana strane onde che pian piano, diffondendosi, cominciano a mutare gli abitanti del posto. Luci verdi compaiono negli occhi delle persone, bambole di ceramica diventano bambole-assassine e strane creature bussano di notte alle porte borgo: i Tommyknocker.
Secondo leggende, essi sarebbero fantasmi di sotterranee grotte e miniere che, come si ipotizza, vaghino ancora di notte in cerca di cibo, poiché morti di inedia.
Tutti i personaggi del romanzo sono inventati, eccetto i TommyKnocker, dei quali l’autore ne conferma l’esistenza.

Nasconditi piccolo! Fatti più piccolo!
Nasconditi piccolo! Che nessuno ti veda!
Sottocoperta
Tieniti nascosto che non ti si veda
Sotto la coperta della notte.


The Rolling Stones - Undercover Of The Night